Economia/Finanza

Tassi negativi: cambiamento epocale?

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Quando la notizia fa notizia e crea il fatto…

Il gran parlare del Brexit ha fatto trascurare un aspetto molto più importante per i risparmiatori che è quello dei tassi di interesse negativi, cioè il rendimento offerto dal reddito fisso. Gli stati si indebitano gratis e ricevono in prestito un premio rispetto a quanto chiedono pagando zero interessi. Per la prima volta anche il titolo decennale tedesco ha un rendimento negativo: significa che se oggi investi in un titolo tedesco della durata di dieci anni 100.000,00 euro, alla fine del decimo anno non otterrai nessun vantaggio economico, anzi addirittura ti costerà 40,00 euro, in quanto lo stato tedesco ti restituirà 99.960,00 euro.

Tu, pagheresti per prestare del denaro?            

In Italia stessa identica cosa?

Per i BTP con durata inferiore ai tre anni si, i tassi sono negativi, ma se osserviamo anche le durate di 5 e 10 anni, le cose non cambiano di molto in quanto con il decennale superiamo l’1%.

Ma le cose stanno veramente così? Il fatto che oggi i tassi di interesse sono negativi è vero o è tutta un’illusione? In parte!

Dipende da quando decidi di fare l’operazione, se l’hai già fatta o se devi ancora farla. Perché se l’hai già fatta, quindi hai già il titolo in portafoglio, il rendimento che viene detto negativo, a te risparmiatore non cambia nulla visto che lo stato deve continuare a pagare, nel caso del BTP decennale emesso nel 2011, la cedola annua del 4,75%, perché le condizioni all’acquisto erano quelle.

Diversamente sarà se devi acquistare dei titoli oggi, che avranno rendimenti negativi.

Prendiamo come esempio il BTP decennale emesso nel 2011 (riportato nella infografica sotto), lo compri a 122 incassi il 4,75% (bello) per i restanti 5 anni (4,75 x 5 = 23,75%), ma a scadenza lo stato rimborsa 100 con una perdita del 22% sul conto capitale, che andrà a scontare il risultato positivo delle cedole (23,75% – 22,00% = 1,75%) per ottenere un rendimento annuo finale dello 0,35% (1,75% : 5 = 0,35% ) in linea con i tassi attuali.

Possiamo dire, quindi, che la regola del rendimento negativo vale per tutte le nuove emissioni di titoli.

Se lo stato dice che i tassi sono negativi, quindi, è solo se tu oggi compri un titolo emesso oggi, mentre se acquisti oggi un titolo emesso in precedenza, lo acquisterai sicuramente ad un valore diverso ma la cedola rimarrà uguale alle condizioni precedentemente pattuite con probabilità di tassi negativi per te risparmiatore a seconda della durata del titolo.

Facciamo un esempio per comprendere meglio. Se decido di acquistare un capo di abbigliamento durante la campagna autunno inverno, da settembre in poi lo acquisterò a prezzo pieno; diversamente accade se decido di acquistarlo dal 6 gennaio in poi durante gli sconti, che sarà ad un prezzo ridotto di una percentuale di sconto del 30%, 40% 50% ecc.

Ma il costo del capo di abbigliamento che ho acquistato scontato, non cambia per il commerciante, cioè se il suo investimento è stato di 10 euro dopo averlo venduto ad un prezzo più basso, il suo investimento iniziale non cambia rimarrà sempre 10 euro, cambierà, invece, il suo profitto perché se lo vende a prezzo pieno il suo profitto sarà maggiore, mentre se lo vende ad un prezzo più basso il suo profitto diminuirà in percentuale, ma comunque ci sarà sempre un profitto per il commerciante.

Nel caso dell’esempio, per il commerciante parliamo di guadagno mentre per lo stato rappresenta il ragionamento inverso e si tratta di debito.

Disponibile per ulteriori chiarimenti.

A presto con il mio prossimo post.

Buone vacanze!

Salvatore Oliveri

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