Economia/Finanza

Brexit: Ecco cos’è cambiato per i risparmiatori

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Il 24 giugno scorso arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia della Brexit: la Gran Bretagna esce dall’unione europea. Inizia la pressione mediatica che come sempre, con i suoi grandi titoloni, fa tremare i cittadini/lettori alzando enormi polveroni qua e là; il risultato è che i mercati finanziari crollano, come sempre di fronte all’incertezza degli avvenimenti…

Basti pensare a tutte le crisi dal 1987 ad oggi, come il “lunedì nero” dell’ottobre 1987, la bolla del mercato immobiliare giapponese, il fallimento delle casse di risparmio USA, l’attacco e la successiva svalutazione di Lira e Sterlina, la crisi Messicana, la crisi delle Tigri asiatiche, la crisi del Rublo, lo scandalo Clinton/Lewinsky, la guerra dei Balcani, il “millenium bug”, la bolla internet (nel settore azionario la più grande bolla del secolo), lo scandalo elettoreale “Florida 2000” ed ancora…

l’attacco terroristico al World Trade Center, la guerra in Afghanistan, la crisi Argentina, la SARS, la guerra in Iraq, attacchi terroristici di Londra e Madrid, i mutui subprime, la bolla immobiliare USA (la più grande bolla finanziaria dalla seconda guerra mondiale), il salvataggio di Bear Stearns, il fallimento di Lehaman Brothers, la crisi greca, la crisi dello spread, la guerra tra Russia e Ucraina, il crollo del petrolio e ora la Brexit e via via che il tempo passa si aggiungeranno altre crisi a questo elenco!

Questo elenco ci fa comprendere quante crisi sono avvenute e passate nell’arco di 30 anni. Non tutte sono state risolte, eppure, nonostante gli ostacoli i mercati sono riusciti a superarle e a crescere costantemente, come possiamo vedere nel grafico sotto c’è stata una crescita del 377,5 %.

indice mondiale

Le crisi sono degli intervalli, dove molti fanno l’errore di uscire, mentre altri  colgono  l’opportunità per entrare.

In questi 30 anni tutte le borse del mondo sono cresciute, chi più e chi meno, ma sono comunque cresciute. Perfino l’Italia è cresciuta, nonostante un’economia, soprattutto nell’ultimo periodo, che stenta a decollare.

Ma in realtà cos’è successo veramente dopo il Brexit? A cosa abbiamo assistito?

L’indice mondiale nel suo insieme – e qui apro una parentesi sull’importanza della diversificazione che non mi stancherò mai di professare (potete approfondire l’argomento diversificazione leggendo questo mio post sulle regole della pianificazione finanziaria) in quanto ci sono nazioni che reagiscono in un modo e altre che invece reagiscono come se non fosse successo nulla – fatto 100 il suo valore, nei giorni successivi alla Brexit ha perso più del 7% ma nelle settimane successive ha recuperato questo 7% mancante ritornando agli stessi valori prima del Brexit. 

indice mondiale brexit

Cos’è cambiato per il risparmiatore? Assolutamente nulla!

Per tutti i risparmiatori? Assolutamente no!

Se sei tra coloro che hanno acquistato un singolo titolo azionario, obbligazionario hai fatto una scommessa assistendo all’otto volante… salgo, scendo e salgo.

Se sei invece un risparmiatore che si è affidato alla gestione dei fondi avrai sicuramente notato che il loro controvalore non ha subito variazioni, in quanto la molteplicità dei titoli acquistati in diverse zone del mondo permette di bilanciare i guadagni e le perdite.

Possiamo dire, quindi, che Brexit si è rivelata un falso allarme, titoloni di giornali che hanno incrementato le vendite creando allarmismi nei risparmiatori.

Prova ne sia che i miei clienti dalle aspettative super negative (influenzati dai mass media), mi hanno invece telefonato piacevolmente sorpresi del contrario chiedendomi spiegazioni sul perché di fatto non era assolutamente cambiato nulla nei loro fondi.

È chiaro che da un punto di vista politico per il Brexit ci vorranno diversi mesi e diverse trattative e nessuno di noi sa quali potranno essere in futuro le conseguenze e soprattutto quale sarà il reale impatto dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea;brexit2

vorrei avere di nuovo la sfera di cristallo per dare una sbirciatina, ma ahimè ancora non è stata inventata… Confidiamo nel futuro!

Il gran parlare del Brexit, invece a mio parere, ha fatto trascurare un aspetto molto più importante che è quello dei tassi di interesse negativi, ma ne parlerò nel mio prossimo post.

A presto e buon investimenti a tutti!

Salvatore Oliveri

 

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