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Brexit: paura per i nostri risparmi?

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A due giorni dal voto per sciogliere il nodo Brexit, si alternano le previsioni sul suo esito creando ancora una volta un’incertezza sui mercati, complici soprattutto i politici e i banchieri delle banche centrali, che non hanno certo lanciato messaggi di sicurezza, non preoccupandosi di fare il loro brexit2mestiere, quello di governare.

Tradotto, invece di prendere le decisioni appropriate in funzione dell’esito del voto Brexit, si sono preoccupati di contagiare negativamente l’opinione pubblica con scenari catastrofici. Prova ne sia che negli ultimi tre mesi gli indici azionari sono nuovamente sull’ottovolante con forti correzioni e lo spread Btp/BUND in netto rialzo portandosi sopra 150.

In questi giorni, mi avete infatti chiamato ponendomi la fatidica domanda: ”Dobbiamo preoccuparci per i nostri risparmi?”….

Purtroppo non posseggo la sfera di cristallo e non posso prevedere cosa accadrà sui mercati finanziari, altrimenti sarei diventato il genio della finanza al pari di Warren Buffet, non credete? E invece sono un semplice consulente finanziario che svolge con passione il suo lavoro!

Nel corso dei decenni, tutti gli avvenimenti politici, economici, hanno generato sempre degli scossoni nei mercati finanziari rendendoli, più o meno, vulnerabili a seconda dell’entità della crisi. Lo scorso anno abbiamo affrontato il grande buco della Grecia, la questione della Cina, del petrolio e via via se andiamo a ritroso nel tempo è sempre stato così: periodicamente ci sono crisi da affrontare e sarà sempre così.

In caso di Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, la cosa sicura è che i banchieri non staranno a guardare mentre i mercati crollano e la sterlina si svaluta del 20-30%.

In caso di uscita della Gran Bretagna dall’Euro, le banche centrali del mondo industrializzato pensano ad un maxi intervento anti illiquidità, prevedendo un’iniezione di dollari nel mercato monetario per evitare condizioni molto critiche dovute alla illiquidità e rialzi indesiderati dei tassi di interesse a breve termine.

Verrebbe utilizzata la stessa struttura messa a punto durante la crisi finanziaria del 2008.

Anche la BCE pensa a strategie di emergenza in particolare per i paesi a più elevato debito pubblico come l’Italia.

In ogni modo, il mio parere è che ognuno deve fare la sua parte a cominciare dai risparmiatori, i quali non dovranno farsi guidare dall’emotività che può portarli a prendere decisioni affrettate e soprattutto sbagliate; poi ci siamo noi consulenti che abbiamo il compito ed il dovere di costruire e consolidare, con estrema professionalità, gli investimenti dei nostri clienti, aiutandoli a stare lontani dai cattivi pensieri dettati dall’ansia e dalla paura di perdere il proprio gruzzoletto risparmiato a fatica; infine ci sono i gestori, che sicuramente hanno maggiori conoscenze rispetto a noi, che hanno il compito di fare le scelte d’investimento giuste a prescindere dalla crisi di turno.

Se ognuno rispetta il suo ruolo, si riuscirà a scongiurare anche questa crisi. Non credi?

Non dimentichiamoci mai che le crisi portano sempre delle opportunità davvero vantaggiose ma occorre avere una strategia che riesca a superare le nostre emozioni, Per questo ed altro sono a tua disposizione per eventuali approfondimenti.

Buon Investimenti a tutti!

Salvatore Oliveri

 

 

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