Investimenti/Risparmio

Crisi: fallimento o opportunità?

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È necessario avere una visione globale dell’economia per potere approfittare di tutte le opportunità che si possono presentare?

I mercati finanziari sono molto sensibili a tutto ciò che accade e ci presentano, tutte le volte che accadono avvenimenti di natura politica, economica, sociale ecc, varie oscillazioni per poi gradualmente ristabilizzarsi.

La storia ce lo racconta: ciascuno di voi ricorderà la crisi finanziaria verificatasi dopo il terribile attacco alle torri gemelle del 2001, conclusasi a Marzo 2003 registrando l’indice mondiale azionario -46%, un bel crollo, da panico!!! Subito dopo si è assistito ad un calo del costo delle materie prime, del petrolio e dei tassi di interesse, che ha portato negli anni successivi allo sviluppo dell’economia reale e finanziaria, cosa è successo al medesimo indice azionario mondiale? Una crescita del 155%, altro che panico… da urlo!!!indice positivo +155

Analoga situazione per la crisi dei mutui subprime con il fallimento della Lehman Brothers del 2008, si è trattato della più grande bancarotta nella storia mondiale, superando il crac di WorldCom, il gruppo telefonico che finì in amministrazione controllata nel 2002, causando nuovamente il panico nei mercati facendo registrare una correzione negativa del 55%. Quella del 2008 é chiamata la “Grande Crisi” e fu causata da un boom senza precedenti dell’economia di carta della finanza, servendosi di strumenti come i mutui subprime, quei mutui venduti a debitori senza solide garanzie o redditi consistenti, contando sulla crescita costante dei valori immobiliari. A causa della stagnazione economica e del rialzo dei tassi di interesse, però, quei debitori non ce l’hanno fatta a pagare quei mutui, le banche hanno iniziato a non riscuotere i loro crediti, i titoli in cui quei crediti erano stati confezionati e riassicurati sono precipitati e tutto il castello di carta finanziario è crollato travolgendo gli USA e il mondo intero. La crisi è esplosa per il boom della finanza a debito come antidoto alla stagnazione dell’economia. Anche in Italia abbiamo avuto, e ancora ne abbiamo, pesanti ripercussioni sul settore immobiliare. Chi si poteva immaginare che la propria casa potesse perdere fino al 40% del suo valore?

Tutte le tempeste passano e si sono sviluppati i così detti “anticorpi” che in poco tempo hanno preso il sopravvento permettendo all’economia di ripartire. Nel periodo successivo, infatti, che va da marzo 2009 a maggio 2011 si è registrata una crescita dell’indice del 96%. 

Negli ultimi mesi, i mercati finanziari sono tornati ad oscillare, sia per le vicende greche ristabilizzandosi quasi subito, che per la situazione cinese che invece rappresenta qualcosa di più rilevante, in quanto diventata la seconda economia mondiale ed ha quindi ripercussioni in tutto il pianeta. Leggendo i giornali degli ultimi mesi, sembra che la crescita della Cina e di conseguenza dei paesi emergenti abbia avuto un brusco rallentamento probabilmente dovuto alla forte crescita dell’ultimo periodo o forse per il fatto che hanno un’economia basata soprattutto sulle esportazioni e non sui consumi interni.

L’economia globale cresce di anno in anno in quanto la sua forza è basata sul fatto che ci sono miliardi di persone che ogni mattina usano la propria creatività, forza, passione e impegno per portare avanti il proprio lavoro e per migliorarlo.

Guardando il passato tutto ci appare come un ciclo, tutto ritorna. Subito dopo la crisi cinese, quali sono state le conseguenze? Il calo delle materie prime, del petrolio, calo dell’inflazione, calo dei tassi di interesse. Esattamente la stessa identica cosa delle crisi precedenti. Tutto ciò significa che il mondo va, grazie alla crisi, verso una situazione in cui c’è più abbondanza di energia a basso costo e quindi costa meno produrre, interessi più bassi con minor costo del denaro e maggiore liquidità: questi elementi messi insieme agiscono contro la crisi, ridando impulso all’economia. Questi possiamo definirli gli “anticorpi”. Cito l’esempio del Presidente dell’azienda per cui lavoro da tanti anni, che afferma che l’economia è come un essere vivente, quando rallenta si ammala e produce gli “anticorpi” proprio come avviene per il corpo umano ma con una differenza: è basata sull’intera umanità, continua ad esistere e quindi a rinnovarsi.

A questo punto mi viene da chiedervi: “come comportarsi per affrontare al meglio le crisi dei mercati finanziari?”

Il risparmiatore si trova davanti a sé tre strade: la prima, la più devastante: affidarsi all’emozione che per un risparmiatore significa vendere nei momenti di ribasso. Cosa ottengo? Una perdita certa!

La seconda è seguire la razionalità, tenere i nervi saldi rispettare l’orizzonte temporale che si è dato all’investimento e attendere il recupero del suo valore.

La terza, che possiamo definire la vincente, seguire la lungimiranza; come? Sapendo che i mercati sono ciclici cioè si ripetono e ad un calo seguirà sempre un rialzo, bisogna comprare, comprare, comprare!!!

Concludo affermando che è il comportamento del Risparmiatore a fare la differenza!

Situazioni che apparentemente sono di confusione, paura, pericolo, rappresentano in realtà opportunità da cogliere.

Buon Investimenti a tutti!

Salvatore Oliveri

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