Economia/Finanza, Riflessioni

Banche, “nativi digitali” pronti a cambiare

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Si definiscono “nativi digitali” coloro che sono nati dopo il 1990. Questa generazione ha un modo di approcciarsi alle nuove tecnologie molto differente dai così chiamati “analogici”; addirittura la scienza ha dimostrato che il loro cervello è mutato, una sorta di evoluzione dell’umanità, diventata mentalmente più rapida e davvero multitasking. Come ormai sanno tutti i miei lettori, lavoro nel settore bancario e mi chiedo quotidianamente qual è il modo di approcciarsi alle banche dei nativi digitali, visto che sono e saranno i clienti di domani?

Leggendo un articolo del sole24ore, esce fuori che sono molto esigenti e pronti a cambiare se non soddisfatti.

nativi digitaliNell’era digitale, il progresso tecnologico è passato da uno sviluppo lineare ad uno esponenziale, grazie all’information tecnologies, alla robotica, alla rete. Ciò sposta in continuazione la soglia del concetto di impossibile. La fruizione continua dei mezzi tecnologici ed innovativi porta i clienti “nativi digitali” ad essere più esigenti e a sposare il cambiamento come fonte di crescita e soddisfazione dei propri bisogni.

La dodicesima Edizione del World Retail Banking Report – lo studio annuale di EFMA e capGemini sul rapporto tra le banche che offrono servizi – conferma che la volontà al cambiare banca da parte dei clienti è in crescita; la probabilità è aumentata dal 4% al 12%. (Ciò dovrebbe far pensare che le banche che non riescono a soddisfare il cliente aumentano sempre più).

In Italia, è notevole il dato sul recupero di soddisfazione da parte della clientela: le esperienze positive registrate dai clienti sono salite del 11,4%, passando dal 40,5% del 2013 al 51,9%.

Altro dato importante del World Retail Banking Report, anche in Italia, i tempi di chiusura dei conti correnti si sono ristretti; è stata recepita la normativa comunitaria sulla concorrenza tra istituti di credito retail. Le banche dovranno realizzare la chiusura dei conti correnti entro 12 giorni lavorativi dal 24 giugno 2015.

Nel 2013 sono stati 3 milioni 840 mila i conti correnti chiusi dagli italiani.

 Il cambiamento è la parte essenziale dell’evoluzione. L’energia, la materia, cambiano continuamente, si trasformano, si fondono, crescono… come diceva Robert Kennedy “il cambiamento, con tutti i tipi di rischi che comporta, è la legge dell’esistenza“.

I nativi digitali sanno che essere esigenti e sempre pronti ed aperti al cambiamento li conduce verso la qualità, la massima soddisfazione dei propri bisogni.

Da professionista nel settore bancario, cerco costantemente in linea con la banca per cui lavoro, di soddisfare i bisogni dei miei clienti, proponendo un’attenzione costante alle loro esigenze. Cerco quotidianamente di instaurare una relationship attraverso assistenza personale dedicata finalizzata al benessere del mio cliente.

Ai nativi digitali vorrei dire…  mirate sempre all’eccellenza, siate sempre pronti al cambiamento, sia esso rivolto ai conti correnti, agli strumenti finanziari, ai consulenti, alle banche o a qualsiasi altra cosa… perché il fatto che si cerchi di non cambiare è innaturale, il modo in cui ci aggrappiamo alle cose com’erano invece di lasciarle essere ciò che sono, è innaturale! Agli analogici, tra i quali ci sto anch’io, vorrei dire di seguire un po’ le orme dei nativi digitali, e soprattutto di non sentire il cambiamento come una minaccia, bensì come una seconda occasione: se allentiamo la presa verso il passato e lasciamo che il futuro ci trasporti, possiamo sentirlo come adrenalina pura, come se in ogni momento potessimo avere un’altra occasione. E se poi alla fine tutto rimane com’è in virtù del cambiamento stesso? Ai posteri l’ardua sentenza …

Salvatore Oliveri

Medio-15

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