Investimenti/Risparmio

Consigli per integrare le pensioni

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Una domanda che molti si pongono quotidianamente è: “Riuscirò a prendere una pensione? E soprattutto soddisferà il mio tenore di vita? Purtroppo la pensione sta diventando un privilegio per pochi e un sogno per molti…

Oggi è sempre più importante incrementare il proprio gruzzoletto mensile pensionistico… ecco allora tre percorsi molto utili, come riporta la stampa, all’incremento della pensione: risparmi reinvestiti, case in affitto e fondi pensione.

previdenzaRisparmi. Accantonare negli anni una quota di risparmi che servirà a integrare la pensione una volta finito di lavorare. Per fare un esempio, un tesoretto da 100mila euro può fare da alza-pensione per oltre 20 anni. Ma qual è la cifra giusta da prelevare per non restare a secco prima del tempo? Un’ipotesi è quella di ritirare ogni anno 5mila euro (vedi tabella). Dopo 20 anni di prelievi, avanzerà ancora una piccola somma di 7.400 euro. Si può anche decidere di aumentare l’importo dei prelievi negli anni. Ad esempio, incrementando ogni anno del 5% la somma da ritirare e partendo da un livello più basso (3mila euro iniziali) alla fine dei 20 anni avanzeranno 15mila euro. Le due ipotesi però sono calcolate su un gruzzolo da 100mila euro che deve essere investito negli anni (l’idea è che renda il 3% annuo netto) in modo da controbilanciare i prelievi e il peso dell’inflazione (ipotizzata al 2%). Come si arriva al rendimento del 3% in questa fase di tassi ai minimi? «L’ideale è puntare su prodotti a costi bassissimi come gli Etf per evitare di farsi erodere il rendimento annuo da spese e commissioni – spiega Claudio Barberis, responsabile dell’asset allocation di MoneyFarm.com -. Si tratta di cifre piccole ma che nel corso dei decenni pesano parecchio sulla somma iniziale». E’ poi preferibile selezionare prodotti a basso rischio come possono essere le obbligazioni e magari riservare solo una piccola parte degli investimenti ad asset più a rischio ma con rendimenti più alti come possono essere le azioni.

imagesmutuo2La casa in affitto
Un’altra ipotesi, già molto praticata dagli italiani per dare un po’ più di sostanza al reddito familiare e alla pensione, è quella di puntare sugli immobili. «Sono un asset vero e proprio che oggi può offrire una rendita intorno al 3% netto annuo» spiega Giuseppe Romano, direttore ufficio studi Consultique. Le entrate cambiano a seconda del tipo di immobile, delle zone del Paese e delle varie zone cittadine. I rischi non mancano: occorre tenere ben presente i costi che l’immobile può produrre, dalle manutenzioni, alle tasse, agli inquilini insolventi, alla vetustà del mattone. Oltre all’affitto, l’immobile può diventare una riserva importante di liquidità ed essere smobilizzato, sia parzialmente, sia integralmente. Si può vendere sul mercato oppure si può trasformare in cash con la nuda proprietà o con la nuova formula appena rilanciata del Prestito ipotecario vitalizio. Si tratta di un prestito che i pensionati over 60 possono chiedere dando in cambio alla banca una parte del proprio immobile. Non dovranno pagare rate e potranno restare a vivere nella propria abitazione.

fondi pensioneIl fondo pensione
E’ una valida alternativa alle formule fai-da-te. Offre una rendita mensile che può complessivamente arrivare fino al 50% del capitale versato negli anni. Se però il montante è inferiore ai 70mila euro allora si può richiedere tutto il capitale in un solo colpo. Il vantaggio sta nel fatto che negli anni le cifre versate verranno reinvestite da professionisti della gestione. Dunque si rivaluteranno annualmente ma molto dipenderà anche dall’andamento dei mercati. Nel 2014, i rendimenti medi dei vari strumenti di previdenza complementare hanno superato il 7%. Nel dettaglio, i fondi pensione negoziali hanno guadagnato in media l’anno passato il 7,3%, i fondi aperti il 7,5% e i Pip (Piani individuali pensionistici) il 7,3%.

fonte La Stampa

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