Economia/Finanza

Volatilità: Prossima Uscita?

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Medio-14Nell’ultimo semestre del 2014 i mercati finanziari hanno assistito ad un aumento della volatilità e secondo il numero uno di Schroders, il gruppo di gestione internazionale di capitali, e l’amministratore delegato del Leg Mason Oppurtunity Fund, il 2015 è l’anno della volatilità.

Dato il mio intento di cercare attraverso il mio blog, di rendere più simpatica e appetibile la materia finanziaria già abbastanza ostica, vi spiegherò nel modo più semplice possibile cosa sia la volatilità. Considerando che in finanza non esiste il rischio nullo, come può il risparmiatore valutare la rischiosità di un investimento? Uno strumento utile è il calcolo della volatilità.

E’ una misura del rischio che l’investimento comporta per l’investitore, ci permette di conoscere quanto ampia può essere l’oscillazione positiva/negativa del prezzo dello strumento finanziario al verificarsi di eventi futuri, ci consente di conoscere le variazioni delle quotazioni.

Nell’ambito della mia professione rivolgo sempre ai miei clienti una domanda specifica: “quale livello di volatilità sei disposto a tollerare al fine di aumentare la potenzialità di guadagno?”

Con questa domanda introduco i tre livelli della volatilità che sono:

  1. Bassa = lieve oscillazioni con rendimenti modesti (tipico dei BOT)
  2. Media = modeste oscillazioni con rendimento superiori alla bassa volatilità (tipico bond e btp con durata entro i 10 anni)
  3. Alta = significativa oscillazione con rendimenti superiori ai precedenti (tipico dei bond e btp >10 anni e mercato azionario).

 Un classico esempio per comprendere quanto la volatilità influisce sulle oscillazioni del prezzo, ci viene dai titoli di stato, complice la riduzione dei tassi decennali dal 4% al 2%, abbiamo assistito nel 2014 ad un rialzo molto importante del prezzo di acquisto del 17% e se a fine 2015 i tassi dovessero tornare ad inizio 2014 il BTP decennale perderebbe circa il 10% del prezzo vanificando le cedole incassate. Quindi i miei 100.000 nel giro di 2 anni si sono dapprima valorizzati positivamente di 17.000 per poi scendere di 11.700. Un bel balzo.

 Ai fini delle scelte d’investimento, è decisivo stimare la volatilità futura delle variazioni dei prezzi, per determinare la potenzialità di rendimento, ma l’obiettivo primario resta quello di ridurre la volatilità per tutelare il mio risparmio senza preoccuparmi delle oscillazioni attraverso forme di investimento diversificate.

 Concludo dicendo, a meno che non vogliate diventare dei trader, è sempre utile avvalersi di un professionista che possa fare tutto ciò al vostro posto e soprattutto consigliarvi al meglio.

 Nel mio prossimo post cercherò di approfondire altri aspetti sulla volatilità. A presto!

Salvatore Oliveri

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