Riflessioni

Robot consapevoli, lascito dell’umanità?

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Ho pensato di scrivere questo post, prendendo vari spunti nella rete,  perché vorrei confrontarmi con Voi su un tema molto attuale e futuristico come la robotica. Un argomento molto affascinante e vasto che fa nascere tante domande che forse non trovano ancora risposte.

Il progresso tecnologico è passato da uno sviluppo lineare ad uno esponenziale grazie all’information technology, alle nanotecnologie, alle biotecnologie, alla robotica, alla rete. Ciò sposta in continuazione la soglia del concetto d’impossibile.

 I robot fanno quello per cui sono stati programmati, trovano impiego in tanti settori, dalla medicina, all‘arte, all’intrattenimento, al settore militare, sociale, spaziale ecc.

L’intelligenza che c’è all’interno dei loro sistemi è l’intelligenza umana, tuttavia nuovi robot stanno nascendo e molto più che in passato riescono a imparare con l’esperienza, e a migliorare attraverso una specie di selezione di tipo Darwiniana. La tecnologia imita sempre più la natura attraverso un meccanismo di selezione naturale, cioè l’interazione tra i singoli individui e il loro ambiente, che guida il corso dell’evoluzione, una variazione dovuta al caso che dia a un organismo un vantaggio che lo renderebbe più idoneo a lasciare una progenie in grado di sopravvivere più facilmente; da qui la nascita spontanea di un linguaggio per comunicare con altri robot. E’ una nuova generazione di automi più capaci d’indipendenza e di autoprogrammarsi per inventare le soluzioni che gli servono.

 Navigando per la rete ho appreso del progetto LIREC, capitanato da Peter McOwan professore presso la School of Electronics Engineering and Computer Science, University of London, che mira a creare robot socialmente consapevoli in grado di interagire con gli esseri umani.

Cosa s’intende per robot consapevoli? Macchine in grado di pensare? Di comunicare? Di ribellarsi? Di provare tutti gli aspetti sensoriali? In grado di avere una coscienza?

robotLa scienza si prefigge di realizzare una forma d’intelligenza artificiale in grado di assumere una propria autonomia operativa che possa essere messa al servizio dell’uomo. Macchine che possono eseguire abilità “elettronica” non creativa, quindi senza essere pensanti e senza libero arbitrio.

 Le macchine, tuttavia, sono dei sistemi esperti che operano reagendo a degli input esterni, scegliendo la risposta migliore da dare, contenuta all’interno del loro software.

Ma se a fronte dell’impossibilità di risolvere un problema, non contemplato dal software, si desse alla macchina la possibilità di inventarne altri attraverso un ragionamento… i nostri robot diventerebbero pensanti, consapevoli, simili agli umani! A chi non piacerebbe avere un robot capace di risolvere qualsiasi problema e mansione al posto nostro, magari consigliandoci la via più facile e breve da percorrere per arrivare ai nostri obiettivi! Fantastico vero? Ma cosa comporterebbe tutto ciò?

 La consapevolezza ha a che fare con la conoscenza di sé, con l’essere attenti e con l’essere coscienti… di conseguenza, basterebbe che un robot imparasse a conoscersi per interagire con gli altri robot e con gli esseri umani, diventando consapevole… Ma la strada ancora è lunga…

 Con la robotica consapevole l’umanità potrebbe divenire genitrice di un’altra specie anche se non biologica… una specie altamente evoluta, in grado di lasciare il pianeta e di diffondersi nello spazio, sviluppando le conoscenze scientifiche dell’umanità; un allievo che supera il maestro!

 L’obiettivo della scienza è di far si che l’umanità finisca per integrarsi o addirittura fondersi con la macchina e dar vita ad una nuova specie, (un po’ come l’uomo bicentenario, ricordate il film?) più adatta a gestire e vivere l’immensa dimensione in cui si è trovata ad esistere.

 Gli esseri umani sono fatti di coscienza ma anche d’incoscienza, hanno un’anima, l’essenza… non credo che questi siano aspetti semplici da trasmettere ad una macchina! L’uomo vorrebbe sostituirsi a Dio? A questo punto si apre un mondo… questioni etiche, religiose, psicologiche, sociali, legislative… e se i robot si ribellassero? Commettendo le più efferate azioni contro l’umanità? (Un pensiero, questo, molto argomentato da registi in diversi film) E poi… bisognerebbe creare l’anagrafe on line dei robot!!!

Scherzi a parte, prima o poi il genere umano si estinguerà… i robot consapevoli saranno il lascito dell’umanità?

 A Voi la parola! Cosa ne pensate?

 

Fabiola Garrubba

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