Psicologia

Nulla succede per caso

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Nella vita di ogni giorno ci capita spesso di pensare che il nostro destino è già stato scritto e che basterebbe seguire i segni che esso ci manda per capire cosa sarà di noi e delle persone che ci circondano.

Ognuno di noi non è altro che un tramite per la conoscenza di altre persone. Se ci riflettete, chissà quante volte vi sarà capitato di far conoscere ad un vostro amico la donna della sua vita, che poi è diventata sua moglie, o di essere stati voi la causa di un incontro tra due persone che poi sono diventate grandi amici e così via. Il modo di pensare al destino ci porta a considerare il caso, la coincidenza, in maniera più razionale e a pensare che più coincidenze fanno una certezza. Esempio: salite su un treno e scoprite che proprio davanti a voi c’è una vostra vecchia conoscenza. Si, è proprio lui, un compagno di scuola del liceo che non vedevate da quando vi siete diplomati, che vi saluta e vi abbraccia con grandissimo affetto e voi mai avreste pensato che proprio il tizio con cui non facevate pane oggi è li che vi riempie di complimenti e vi considera come uno dei suoi più cari ricordi di quel tempo che fu. Come è possibile che il compagno di scuola che non potevate soffrire oggi vi abbracci e vi racconti in un attimo la sua vita? L’amicizia come l’amore è di per se’ una coincidenza: due persone si incontrano e le loro vite si intrecciano (Nulla succede per caso di Hopke). Ma quanto è vera questa frase! La nostra vita non è altro che un casoracconto, un intrecciarsi di continui incontri e come spesso accade tutto quello che ci succede non avviene mai senza un significato prestabilito. Molti non saranno d’accordo e molti penseranno che il destino in verità non esiste e che siamo noi gli artefici principali della nostra vita su questa terra. Io non la penso così. I fatti del mondo ci dicono che sono altri a decidere per noi e che noi non siamo altro che esseri inconsapevoli che pensano di agire in autonomia ma che in verità sono guidati da una forza a noi oscura. Il semaforo detta i tempi del nostro attraversare una strada e spesso perdiamo l’attimo giusto per un incontro che ci poteva cambiare la vita o che al contrario invece ci ha fatto scansare un pericolo. Il traffico dell’ora di punta ci fa perdere l’aereo e mentre noi ci lamentiamo di averlo perso nel frattempo quell’aereo esplode in fase di decollo. Provateci ancora a pensare “si è trattato di un caso fortuito”! La vita è un racconto e come ogni storia è fatta di capitoli e di personaggi che giorno dopo giorno acquistano o perdono di significato. Noi possiamo veramente decidere chi far entrare e uscire dal nostro racconto? Oppure siamo in balia degli eventi senza alcun potere decisionale? “La vita non è altro che un racconto narrato da un idiota pieno di fremito e di furore e senza alcun significato” come diceva Shakespeare. Oppure, se vogliamo, per un attimo volgiamo lo sguardo a Dio e pensiamo che invece siamo al mondo per un disegno preciso. Cari lettori, il bello della vita è che per fortuna ogni giorno è un giorno nuovo, ogni attimo è diverso dall’altro e, per nostra fortuna, le nostre storie sono uniche e irripetibili. Guai a noi se pensassimo che tutto è già scritto, finiremmo di sognare e di vivere. Diventeremmo delle amebe e ci perderemmo il bello del nostro stare al mondo. Le mie riflessioni così contraddittorie spero siano servite per riflettere su come va il mondo e che forse, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Chi può decidere se non noi il nostro destino e chi invece può pensare che tutto è già scritto? Forse sarebbe meglio, come diceva il filosofo, non perdersi nell’ inessenziale e nella chiacchera e cercare di vivere una vita autentica. In questo caso, però, bisognerà rivedere il significato di “destino” e di “caso”.Come disse qualcuno, “ai posteri l’ardua sentenza” e come disse qualcun altro “chi vuol esser lieto sia del domani non v’è certezza”.

dott. Manfredi Campanella

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