Psicologia

La scuola e il fallimento della sua capacità educativa

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La Scuola italiana oggi più che mai si trova in grande difficoltà. Quella che un tempo era la seconda agenzia educativa dopo la famiglia, ha da anni perso quella capacità di modello educativo, culturale e normativo che un tempo la faceva essere un punto fermo di riferimento per l’educazione dei nostri figli. All’interno delle classi è evidente, ormai,   un vero e proprio scollamento con quelle che sono le situazioni educative di base per il corretto funzionamento della vita scolastica. Il tempo scolastico è diventato un tempo spesso inutile per la grande maggioranza degli alunni e cosa ancora più grave per la stragrande maggioranza degli insegnanti che, vessati dai continui tagli e da una scarsa attenzione alla formazione del personale docente, non ha più i mezzi per cercare il migliore compromesso tra quelle che sono le esigenze degli alunni e dei loro genitori. I tre attori protagonisti della scuola Alunni, Genitori e Insegnanti non parlano più da tempo un linguaggio comune che   possa loro permettere di far fronte alle mille problematiche che i nostri figli vivono fuori e dentro le loro classi. Se il mio fosse soltanto un modo scontato di raccontare il vissuto della scuola allora terminerei questo mio articolo dicendo che sarà sempre peggio, ma per fortuna c’è ancora una speranza per i nostri figli e quella speranza si chiama psicologo scolastico. Da anni lavoro nelle scuole e devo dire che tanti altri ELEMENTARImiei colleghi fanno lo stesso in altre scuole siciliane. Il lavoro dello Psicologo a scuola è un lavoro fondamentale per il buon funzionamento della vita scolastica. Il ritrovarsi all’interno di dinamiche sempre nuove permette, lì dove si riesce a stabilire la giusta intesa con i genitori e gli insegnanti, di svolgere anche un’attività di “smaltimento” delle varie situazioni problematiche che via via si vanno presentando all’interno delle classi. Il riconoscimento da parte di tutti di un ruolo di super partes permette allo psicologo di poter intervenire in tempo per prendere in carico tutti quei disagi che un alunno, un insegnante o un genitore può vivere. Il disagio, se preso in tempo, può essere affrontato e risolto quasi sempre. Gli strumenti che lo Psicologo utilizza sono quelli del colloquio, dei test e, all’interno delle classi, quello del circle time strumento che viene utilizzato per conoscere le dinamiche di gruppo di una classe. Il momento conclusivo si chiama restituzione che viene fatta sempre alla fine di ogni percorso conoscitivo di un caso singolo o di gruppo. La presa in carico di un disagio non è soltanto prendere in carico i problemi del singolo alunno ma anche quelli dei genitori dell’alunno che spesso sono la causa delle difficoltà che il figlio vive e che trasferisce, inevitabilmente, nella propria classe. Per me che lavoro anche in una scuola media i problemi sono sempre di matrice familiare e questo fa si che abbiano delle ricadute oggettive sull’apprendimento e sul comportamento del singolo e a volte anche dell’intera classe. La gestione delle carenze affettive ed educative mette spesso in crisi gli addetti ai lavori, che lamentano uno scarso appoggio da parte dei genitori. Oggi, contrariamente al passato, per molti genitori la figura dell’insegnante spesso risulta scarsamente adatta all’educazione dei propri figli e sempre di più essi contestano le decisioni prese dalla scuola. Il narcisismo genitoriale è un tema di grande attualità e sarà da me approfondito nei prossimi articoli. Per il momento credo che sia giusto ridare dignità e fiducia agli insegnanti che nonostante tutto fanno un ottimo lavoro e spesso vengono criticati a oltranza senza mai dare respiro a una professionalità che, se valorizzata, ritornerebbe una delle figure più importanti per il corretto funzionamento della vita e del tempo scolastico. Infine vorrei ricordare il significato etimologico della parola scuola e ricercarne con tutti voi cari lettori il vero significato per far si che ritorni di primaria importanza per tutti noi. Il termine scuola deriva dalla parola latina schola, derivato a sua volta dal greco antico σχολεον (scholeion), da σχολή (scholè). Il termine greco significava inizialmente “tempo libero”, per poi evolversi; da “tempo libero” è passato a descrivere il “luogo in cui veniva speso il tempo libero”, cioè il luogo in cui si tenevano discussioni filosofiche o scientifiche durante il tempo libero, per poi descrivere il “luogo di lettura”, fino a descrivere il luogo d’istruzione per eccellenza. Riprendiamoci il significato delle parole sappiamole amare e saranno per noi una guida sicura nello svolgimento della nostra vita professionale, e non solo.

Dott. Manfredi Campanella

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