Educazione Finanziaria

Previdenza Complementare: cos’è e come funziona.

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Il sistema pensionistico Italiano non è più in grado , né tantomeno lo sarà in futuro, di garantire lo stesso tenore di vita che si ha durante la vita lavorativa e che i pensionati fortunati di oggi invece hanno, a causa delle continue riforme con riduzioni delle pensioni di base.

Soprattutto i lavoratori più giovani risentiranno maggiormente degli effetti delle riforme pensionistiche, infatti gli individui entrati nel mondo del lavoro dal 1996 in poi, avranno la pensione pubblica calcolata con il metodo “contributivo”, cioè direttamente proporzionata all’entità di contributi effettivamente versati. Tale pensione sarà più bassa rispetto alle pensioni attuali e l’importo sarà al massimo di circa il 50% dell’ultima retribuzione.

pensionePer questo motivo, ogni Individuo, specialmente i giovani, dovrà integrarla attraverso la previdenza complementare, che consentirà la costruzione di una rendita integrativa in grado di mantenere il proprio tenore di vita dopo la fine dell’attività lavorativa. La previdenza complementare è lo strumento ideale per costruire una pensione integrativa, anche con piccoli versamenti, da sommare a quella pubblica per poter mantenere il livello di reddito dell’ultima retribuzione.

Il funzionamento è molto semplice, si versa per un periodo di tempo un determinato capitale. I contributi versati vengono accantonati e rivalutati nel tempo ma soprattutto utilizzati esclusivamente per costruire la pensione Integrativa. L’individuo percepirà una rendita vitalizia che sarà in funzione del capitale versato.

La previdenza complementare si attua attraverso l’adesione alla forma di previdenza che si preferisce, in base al profilo di rischio più adatto alle proprie esigenze. Se si è lavoratori dipendenti, si può far confluire il proprio TFR (trattamento di fine rapporto). Le forme pensionistiche possono essere: Fondi Negoziali, Fondi Aperti, Polizze previdenziali ecc. Tutte le forme osservano le stesse regole dal punto di vista normativo, fiscale e modalità delle prestazioni finali.

Un aspetto positivo riguarda la tassazione sulle plusvalenze che è pari all’11%, mentre gli altri strumenti finanziari (conto corrente, conto deposito, fondi, titoli azionari e obbligazioni) hanno una tassazione pari al 20% e dal 1 Luglio al 26%. Ciò determina che a parità di rendimento lordo, ad esempio il 4%, il fondo pensione ha un utile netto maggiore del 3.56%, rispetto agli altri servizi (3,2% ad oggi, da Giugno 2,96%). A scadenza la prestazione (capitale e rendita) sarà tassata con una ritenuta secca del 15% , dal 16° anno in poi ci sarà uno 0,5% in meno rispetto alla ritenuta secca che potrà scendere fino ad un massimo del 9% .

Un altro aspetto fondamentale delle pensioni integrative è la deduzione fiscale per i contributi versati alla previdenza complementare, ossia la diminuzione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF.

Aderire ad uno strumento di previdenza complementare consente di portare in deduzione fino a 5164,57 euro ogni anno sui versamenti volontari che vengono effettuati a favore di un fondo pensione oltre a quelli datoriali, quelli che in caso di adesione ad un fondo di categoria, il datore di lavoro versa nella posizione contributiva del lavoratore. Per esempio ho un reddito di 30.000,00 euro, la mia aliquota marginale è il 38%, versando un premio di 3.600,00 euro ottengo nel modello 730 o Unico un rimborso di euro (3600×38%)= €1.368,00. In sostanza il mio contributo personale è di 2.232,00 a fronte di un reale versamento di 3.600,00. C’è un altro aspetto molto interessante ed è quello di poter beneficiare del bonus di 80,00 euro in busta paga per i lavoratori che superano il tetto massimo di reddito previsto dalla normativa. Facciamo un esempio: un lavoratore che dichiara 30.000,00 euro l’anno e che quindi non avrebbe titolo di beneficiare del bonus, potrebbe abbattere l’imponibile in misura adeguata in modo da poter rientrare in quella categoria. Attenzione però il TFR non è deducibile fiscalmente perché segue altri criteri.

Saper usare gli strumenti finanziari, fiscali può essere molto importante in questo caso per il bonus di 80,00 euro e per tante altre cose. Pensare alla previdenza complementare può essere molto utile per garantirci una vecchiaia, magari non ricca, ma sicuramente meno povera, un po’ più serena, e compensare una serie di rischi a cui inevitabilmente, andiamo incontro quando la nostra età avanza. Sicuramente lo strumento previdenziale ci aiuta non solo al momento della pensione, ma per tutta la nostra carriera in quanto ci accompagna con le anticipazioni per i mutui primi casa, per le spese sanitarie ma anche grazie alle detrazioni fiscali e quindi vivere meglio.

Per concludere riteniamo sia fondamentale, soprattutto per i più giovani, di prendere in considerazione un investimento per un futuro più sereno. Consigliamo sempre di rivolgersi ad un bravo consulente che sia in grado di valutare tutti gli aspetti per una corretta pianificazione del proprio futuro e di quello dei propri cari che merita attenzione e tempestività.

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