Educazione Finanziaria

Le trappole della mente negli Investimenti

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I mercati finanziari sono un fenomeno sociale, in quanto messo in atto da soggetti umani, e quindi va affrontato con metodologia psicosociale. Secondo Warren Buffet il guru della Finanza “la prima regola è non perdere” la seconda è non dimenticare la prima. La definizione che spesso viene data all’economia è la “scienza triste” per via di noiosi numeri, freddi grafici. La Finanza comportamentale è il filone dell’economia che si occupa di studiare il comportamento degli individui rispetto alle scelte di investimento avendo alla base l’idea che i mercati sono costituiti da persone che interagiscono tra loro avendo da un lato informazioni oggettive, ma anche la loro personale percezione e interpretazione di queste ultime. Quando prendiamo delle decisioni in condizioni di incertezza, spesso sbagliamo, in quanto non siamo bravi nei calcoli probabilistici, pertanto per decidere ci affidiamo a delle scorciatoie mentali che non solo ci portano alla risposta sbagliata, ma spesso ci fanno credere che sia corretta. La finanza comportamentale  mette a nudo gli errori che commettiamo nelle decisioni d’investimento dimostrando che gli errori non sono casuali, bensì sono persistenti e sistematici. Sbagliamo tutti, allo stesso modo, nella stessa direzione. La finanza comportamentale non può insegnarci a diventare razionali, ma può aiutarci a conoscere meglio noi stessi, il modo in cui ragioniamo e funzioniamo, e le situazioni in cui siamo più portati a cadere in errore. Alcuni comportamenti più comuni che caratterizzano l’agire dei risparmiatori sono:

Avversione al rischio: le persone mostrano avversione al rischio quando devono scegliere tra una vincita sicura ed una che è solo probabile. L’investitore medio vede come estremamente negativo chiudere una posizione in perdita, per questo preferisce mantenere in portafoglio titoli con prospettive future negative, invece di liquidarle. Il cervello si rifiuta di accettare la perdita, mentre accetta di riconoscere la sconfitta e ricalibrare la strategia, anche se dolorosa. Spesso non è la perdita iniziale a danneggiare i risparmiatori, quanto le mosse assurde che si compiono subito dopo nel tentativo di rimediare.

Ancoraggio: è  la tendenza delle persone, di fronte a decisioni complesse, di formarsi un punto di riferimento sulla base del quale effettuare le proprie scelte.

Istinto Gregario: tendenza a seguire la massa. Viene paragonato a quello degli animali che si muovono in branco. Questo comportamento è molto diffuso in quanto consente di affrontare meglio un eventuale errore nella scelta d’investimento. Il fatto di sapere che tante altre persone si siano comportate allo stesso modo ci aiuta a sentirci meglio, in quanto ci fa credere si sia trattato di un fatto sorprendente, non prevedibile.

Ottimismo ingiustificato: è la presunzione di battere il mercato e di avere il controllo degli investimenti, per ottimismo e sovrastima delle proprie capacità. Molte persone si credono più brave di quello che realmente sono. In psicologia questo fenomeno viene chiamato il paradosso del conducente: l’80% degli intervistati dice di guidare  meglio della media, mentre la statistica ci insegna che non è così. L’eccessiva sicurezza genera reazioni errate di fronte ai nuovi eventi. Terrance Odean, uno dei principali ricercatori nel campo della finanza comportamentale, raccomanda prima di prendere decisioni d’investimento di consultare la propria moglie: la ragione è che le donne in genere sono meno “compiaciute” degli uomini.

Strategia confermativa: gli psicologi la descrivono come la predisposizione ad ignorare le informazioni che non corrispondono alla propria visione del mondo.

Contabilità mentale: riguarda il fatto di assegnare un valore diverso ai soldi, a seconda della destinazione d’uso (acquisto casa, vacanze, divertimento) e della loro provenienza ( vinti, ereditati, guadagnati con il lavoro). La mente tende a ragionare per compartimenti stagni. Questo atteggiamento porta ad accettare un finanziamento a tassi più alti piuttosto che disinvestire un risparmio che rende meno.

Familiarità: è l’idea di conoscere meglio un titolo solo perché se ne è sentito parlare molto. Le persone prendono le loro decisioni  sulla base della valutazione affettiva positiva o negativa. Associato a questo comportamento è quello definito “home bias” cioè si preferisce quello che si conosce da vicino (investimenti in titoli domestici).

I comportamenti che abbiamo sinteticamente descritto dimostrano come gli investitori abbiano poco in comune con l’homo oeconomics che popola i libri di economia. Per questo, l’unico comportamento razionale potrebbe essere quello di affidare le proprie scelte d’investimento ad un insieme di principi, regole e criteri prestabiliti indipendentemente dall’andamento di breve termine dei mercati. La gestione professionale del risparmio si basa sull’adozione di una rigorosa metodologia d’ investimento  e questo offre maggiori garanzie della replicabilità dei risultati nel tempo e di evitare le trappole della finanza elencate prima.

Può essere utile ricordare le parole del noto guru della finanza Warren Buffet: ” Occasionali epidemie di queste due contagiosissime malattie, la paura e l’avidità, si ripresentano in continuazione nella comunità finanziaria. E’ impossibile prevedere quando queste epidemie si verificheranno, o la loro intensità e durata. Di conseguenza, non cerchiamo mai di anticipare l’insorgere o l’esaurirsi dell’una e dell’altra malattia. Tentiamo semplicemente di avere paura quando gli altri sono avidi e di essere avidi quando gli altri hanno paura.

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