Storia

Dai Sumeri all’Home Banking

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L’abitudine di conservare i propri risparmi  e di chiedere prestiti, ha origini molto antiche. Già Sumeri e Babilonesi, prima della nascita di Cristo, facevano custodire i loro averi dai sacerdoti del tempo.sumeri

Con la nascita della moneta furono sostituiti da professionisti, che svolgevano la loro attività nei principali luoghi di scambio, come mercati e porti. I Greci li chiamavano “trapezisti” dal termine trapeza, il banco dietro il quale esercitavano la loro attività. Raccoglievano tasse, tributi, erogavano prestiti, cambiavano la valuta. Dalla Grecia la tradizione si diffuse tra gli egizi e poi a Roma, dove lavoravano gli “Argentari”.

Nel medioevo compaiono le lettere di credito, grazie alle quali i mercanti e sovrani potevano liberarsi del pericolo di portare con sé grandi quantità di lettera di cambio 1859contanti o beni preziosi quando si spostavano, anche per mesi, da un luogo all’altro. Sono i primi assegni: i banchieri si prestavano come garanti dei pagamenti, firmando una lettera ( detta di credito) che li impegnava a pagare somme per conto di chi le portava. Questa nuova attività riscosse moltissimo successo: nelle più grandi città commerciali d’Europa famiglie di banchieri divennero ricche e potenti, tanto da arrivare a prestare denaro ai regnanti d’Europa, finanziando le loro guerre. A volte accadeva che Re e conti al posto che restituire il prestito offrissero ai banchieri titoli nobiliari. Fu così, per esempio, che la signoria di Firenze fu affidata a Cosimo de’ Medici, capostipite di una gloriosa dinastia.

La banca in senso moderno nasce nel rinascimento, con il banco San Giorgio, sorto a Genova nel 1406 come istituzione che si occupava della gestione del debito pubblico. Con il passare dei decenni si assiste alla decadenza dei banchi privati e all’affermazione progressiva dei banchi pubblici. La prima banca di emissione fu la banca d’Inghilterra, costituita nel 1694 come società anonima, cui seguirono man mano quelle degli altri stati europei.  Il loro scopo era quello di finanziare il ceto mercantile, favorendo gli scambi commerciali marittimi e terrestri.Bank_of_England_Charter_sealing_1694

A partire dal 1830, cominciarono a sorgere nuovi tipi di istituzione bancarie, preposte alla raccolta dei depositi e alla concessione di varie forme di credito. La rivoluzione industriale chiedeva sempre più capitali per sostenere le industrie nascenti, destinate a modificare gli equilibri economici dell’intera Europa. Le banche finanziarono la crescente spesa pubblica per le opere di urbanizzazione, prima fra tutte quelle ferroviarie, e fornirono le risorse necessarie  allo sviluppo dell’industria tessile, meccanica e siderurgica. Il credito bancario ebbe un’espansione senza precedenti nella storia e in tutte le grandi città sorsero nuovi importanti istituti bancari. In Italia, erano autorizzate a emettere banconote, prima dell’unità, le banche pubbliche degli stati preunitari ( la Banca Nazionale Sarda, la Banca di Parma, la Banca delle Quattro Legazioni, la Banca Nazionale Toscana, la Banca Toscana di Credito).

Successivamente, con l’unificazione, la Banca Nazionale Sarda muta il proprio nome in Banca Nazionale del Regno d’Italia e ingloba sia la Banca di Parma sia la Banca delle quattro Legazioni, diventando il più grande istituto bancario del Regno d’Italia. Alle citate Banche pubbliche si aggiungono il banco di Napoli, il Banco di Sicilia, e numerosi istituti privati, fra i quali banca Generale, La Società Generale di Credito Mobiliare, il Banco di Roma ( poi divenuta Banca dello Stato Pontificio), il Banco Ambrosiano.banca nazionale italia

Il novecento si caratterizza per un’evoluzione del sistema bancario sotto il profilo tecnico e normativo. Inoltre, assistiamo al consolidamento delle Banche centrali dei singoli stati e quindi, alla definizione dei rapporti bancari internazionali sia fra gli istituti pubblici, sia fra quelli privati. Tra i principali interventi in Italia vi è la riforma del 1936, che introdusse la distinzione  ( poi caduta con la riforma del 1994, in linea con le direttive europee) tra banche di credito ordinario e banche che possono compiere operazioni di credito industriale a medio lungo termine. Gli assetti del sistema bancario nazionale sono stati poi riformulati dalla legge Amato-Carli nel 1990, finalizzata a favorire la trasformazione degli istituti in s.p.a e la loro privatizzazione. A livello strutturale, la fine del secolo scorso è stata caratterizzata da fenomeni di raggruppamenti e fusioni, per rispondere alla crescente  concorrenza degli altri paesi europei. Decisiva, infine, l’evoluzione indotta nel mondo bancario al progresso della telematica, che ha visto il diffondersi dell’e-commerce, del trading on line e dell’home banking, come nuove forme di acquisto, investimento e gestione della liquidità per cittadini e imprese.

 

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