Psicologia

Social Ergo Sum

Share

Oggi più che mai sembra essere questa la locuzione che un Cartesio moderno avrebbe usato per esprimere il nostro essere nel mondo come soggetti pensanti. I social network sono, ormai da anni, la realtà virtuale e non solo di tutto quello che riguarda le relazioni umane.  Un tempo, molti di noi avrebbero espresso mal volentieri un parere o confidato un segreto o un sentimento a molti. Anzi già averlo detto a pochi eletti sarebbe risultato alquanto problematico e fonte di preoccupazione. Oggi invece i social ci permettono, quasi quasi, di distaccarci da ogni pudore e di sdoppiarci. il nostro modo di fare si fa più estroverso e la nostra anima perde qualsiasi difesa. tutto diventa argomento di discussione e tutti diventano oggetto di discussione. Le notifiche ci informano di cosa fa tendenza nel web e se alla fine nella vita reale non ci saremmo mai e poi mai voluti ritrovare a chiacchierare con un nostro antipaticissimo compagno di scuola, di colpo scopriamo che anche lui è su facebook e che dopo tutto non è poi così antipatico come ce lo ricordavamo. Sembrerebbe che facebook offra delle seconde opportunità a chi avrebbe voluto una seconda chance da tempo e non trovava il modo per fare quel tanto sospirato primo passo per riavvicinarsi a qualcuno. Le relazioni amorose di un tempo sembrano ritrovare almeno a livello voyeuristico un senso del tipo “vediamo come gli è finita e se si ricorderà di me “. La nostalgia è il motore principale di facebook senza di essa la metà di noi ne starebbe fuori. L’altra metà vive con rabbia il presente e pontifica su tutto. Chi per anni ha mangiato di tutto, su facebook  lo riscopri vegetariano, vegano, “marziano” e “venusiano”. il limite non ha confini su facebook, le relazioni si tingono di ogni colore e la coscienza va a farsi benedire. Per esempio, ci sono animalisti che per la causa che perseguono hanno perso il rispetto per la sensibilità altrui, pubblicando continuamente immagini crude e senza alcuna censura, celandosi dietro la loro bandiera, perché si sappia quello che accade come se far vedere queste cose servisse a qualcosa. Non bisogna essere psicologi per capire che chi mette certe immagini o video lo fa per un senso inconscio del macabro o perché vittima a sua volta di certe situazioni provate sulla propria pelle. Senza offesa per nessuno, da sempre chi esagera nel bene o nel male nasconde qualcosa. Nel mondo dei social ci sono anche persone che non perdono mai il contatto con la loro vita reale e che vivono facebook come vivrebbero giorno dopo giorno una buona abitudine senza diventarne dipendenti. Poi ancora, c’è chi si distingue per i continui dubbi amletici ovvero “stare o non stare più su facebook”  e “se vado via quanto tempo riuscirò a starne fuori”, “Ok ci ritorno ma mi cambio nome da oggi sono Candy Candy anzi mio padre nella culla mi mise un fioretto, se vi piace chiamatemi Oscar!”. E si, succede anche questo, i social ci permettono di diventare altro da noi stessi e ci permettono altre relazioni in mille modi diversi. A tutti quelli che come me vivono ormai anche di social dico: a ognuno il suo modo di fare e di essere uno,nessuno e centomila, la vita è un divenire ininterrotto di idee e di pensieri e se un social ci può fare diventare un altro ben venga, tanto gli altri siamo sempre noi.

Manfredi Campanella

Share

Comments

Lascia un commento